Gian Piero Stefanoni: parole sotto la roccia

Gian Piero Stefanoni_Poeti d'Abruzzo

Gian Piero Stefanoni è un poeta romano per l’Abruzzo che ha dedicato molte poesie a questa terra dove, da ragazzino, trascorreva le sue vacanze e uno studio sulla poesia in dialetto. Le poesie sono scelte da Dimitri Ruggeri.

*

LE PAROLE SOTTO LA ROCCIA

per John Fante

Vado a posare le piante
che ora bisogna solo salire,
restare alla casa, allo spiovere
di erba e di vento nel differente rumore
delle cose- nel saltare di cardini,
nel parlare di pietra. Ed allora
lo tiro giù dal colore delle nuvole,
dalle rocce, nella sua parola,
perché io lo chiamo e lui mi deve aiutare
l’ulivo docile al vento, il fiore
sbreccato, il Dio di mio padre.

*

RASSETTI

Sempre prima di addormentarmi
penso alla morte, al rassetto che sarà
sotto questa montagna di immenso lumino
sopra questo lago incoronato dalla diga.

Non vi sarà strada, non vi sarà utensile
solo un’altalena di piccole spighe non spazzate
e il santo di gesso a fissare nel volto ceruleo
della stanza le mani secche, l’attesa
dell’altro chiamato al mio posto.

*

ESODO

E forse ancora lo cerchi
o ti arrendi a un battito
che non sai dare.

Adamo caduto che dal calco
ti tenti alla prima impronta,
sei un disperso.

Nel manufatto
appena un groviglio, appena una maschera
che questi campi
e questi animali non vedono.

Su una statuetta presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti, “La Civitella”.

*

SANGRO

La memoria fallace come la vita
per questo la terra brucia uomini e cieli,
ruota il compasso, ridiventa bambina.

Limpido il Sangro nella divisa di giovani ossa,
libera al mare il corpo fossile nelle mani d’uccello.

River war cemetery, , Marina di Torino di Sangro, 6 settembre 2018.

*

PAESI DELL’OMBRA CHE RIPOSATE

Lama dei Peligni

Paesi dell’ombra che riposate su un fianco,
che il vento non coglie- perché questo dono Signore,
perché questa mano, sciolta la neve
nel cielo di una continua discesa?

All’orecchio dalla vena più lontana,
dal cuore più nascosto,
il battito che ora esce col sole
sarà un uomo forse, sarà la serpe
che piange nel suo mistero il tuo mistero.

Le poesie sono tratte da Lunamajella (Cofine, Roma 2019, prefazione di Anna Maria Curci)

*

Nato a Roma nel 1967, laureato in Lettere moderne, ha esordito nel 1999 con la raccolta In suo corpo vivo (Arlem edizioni, Roma) vincendo nello stesso anno, per la sezione poesia in lingua italiana, il premio internazionale di Thionville (Francia) e nel 2001, per l’opera prima, il “Vincenzo Maria Rippo” del Comune di Spoleto. Ha pubblicato da allora in versione tradizionale e in digitale una decina di libri di poesia, in ultimo, nel 2019,Lunamajella (Cofine, Roma) e la raccolta in ebook Il calciatore è un fingitore (LaRecherche.it).
Del 2017 è il saggio sulla poesia in dialetto della provincia di Chieti La terra che snida ai perdoni (LaRecherche.it, Roma, 2017).
Presente in volumi antologici, suoi testi sono apparsi su diversi periodici specializzati e sono stati pubblicati in Argentina,Spagna, Malta, Grecia e Francia.
Già collaboratore con “Pietraserena” e “Viaggiando in autostrada” è stato redattore della rivista di letteratura multiculturale “Caffè” e, per la poesia, della rivista teatrale “Tempi moderni”. Dal 2013 sempre per la poesia è recensore di poesia per LaRecherche.it e dal 2014 giurato del Premio “Il giardino di Babuk- Proust en Italie”.
Tra i riconoscimenti ama ricordare i premi “Via di Ripetta” e “Dario Bellezza” entrambi nel 1997 per l’inedito.

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