Marcello Ienca: Equilibri di stato costanti

Marcello Ienca

Poesie tratte dalla raccolta Lucy e scelte da Dimitri RuggeriTutte le cose accadono per una ragione e quella ragione è la fisica (M.I)

#1
Ogni fibra di questa carne, ogni aggregato di questa tiepida materia sanguigna
Che soggiace al ciclo del latte e del suo confluire a materia inorganica,
reca, senza memoria, la traccia dell’intero percorso
e la cicatrice complessa d’ogni singola figurazione.
A Lateoli la terra temprata e infranta reca ancora l’invio insonne
del cammino dell’esperienza: venimmo alle rupi nude e ai fiumi, homines,
venimmo scalzi ai ghiacci e alle sabbie riarse, alle brughiere, alle pietre,
al sudore degli alvei pluviali e alle spiagge assolate, agli asili delle arenarie erose dal vento,
alle calde distese di sale eppure alle gelide steppe dove risuona ognora
il battito sordo del ghiaccio e l’angoscia degli avvoltoi.
Ci spingemmo imperterriti fino a tutti i confini,
fino alle serrature lignee delle foreste e dei boschi dove, a stento,
ingrediscono i raggi e il sonaglio ansimante delle bufere,
le pariglie di foglie che muoiono nutrendo la terra,
le radici degli alberi e i fusti per nuovi rami e per nuove foglie a venire;
e dunque venimmo agli oceani, homines, a questo ferrame di scogli ignari delle maree
buono forse ancora per migliaia di anni di salpate e attracchi e rincorse
e traiettorie e spinte e controspinte e ammutinamenti e naufragi e attracchi
e il dolo d’ogni diniego fu sempre per noi un risultato.

*

#2
Figlio che a questo ventre vita traesti
Succhiando a pochi caldi singhiozzi
Dal pelo di questi seni, piccoli
come occhi dopo giorni di insonnia
e stancati, lo sai, dal conato
inesauribile dei tuoi denti gialli.
Figlio cui senza requie offersi
Questo latte amaro di scimmia
come dono incondizionale
e supremo inno d’affermazione:
madre e mai donna, inutile
sorgente di vita,
accétta all’eccesso
della mia elargizione,
perfino al dono del sacrificio
sempre asserii
ed ora asserisco.

*

#4
Tutte le cose accadono per una ragione
E quella ragione è la fisica.
Lo è per il vento che ora sborda e corre a sradicare le stoppie,
che gonfia sul mare creste di onde spumose,
per il lampo che incede nel destino lo scoppio
e si abbatte bruciando la terra di cenere,
lo è per le cellule che tengono insieme
i microrganismi luminescenti del fondo del mare
perché non siano mare anch’essi
ma equilibri di stato costanti,
lo è per l’impala che corre per la savana ad annaspanti falcate
e per il puma che la rincorre da dietro
con uguale disperazione.
E lo è, figlia mia, anche per le scariche chimiche
Tra le nostre sinapsi
Da cui esperiamo questo principio d’autocoscienza,
quello zelo con cui ti conservasti agli inverni
Cingendoti stretta al mio petto villoso,
al caldo fiato di cacciatore,
perfino quello stupore di pianto
che versai sotto le stelle
al tuo arrivo al mondo.
Per tutti i fenomeni
La stessa ragione.

*

#5
Curvo corpo di bestia che mi entrò senza futuro nel ventre
Nei giorni della calura e che poi per incompresa ragione
non fuggì veloce sui rami, a nuove selve, ma mi restò rasente,
solidale e rasente, per tutto il corso del prodursi del nostro seme
fino a tenermi saldi i ginocchi durante lo sgravio,
tra gli scorpioni,
nella lunga notte della discendenza.
Desisti lo sguardo da quella lontana cortina di monti
E guarda dabbasso alle orme minute che inseguono
Le nostre più grandi, e talvolta scartano a lato
Sulla sabbia immacolata, figlia di questo sangue,
segna inciampando
la traccia del Mondo a venire.

[…]

Marcello jenca
Foto di M. Ienca, parte del progetto poematico “Lucy”

Marcello Ienca è nato ad Avezzano (AQ). Si è laureato in Filosofia presso La Sapienza – Università di Roma e la Freie Universität di Berlino con una tesi in filosofia della biologia sulla selezione naturale della sintassi. Successivamente si è specializzato presso la Humboldt Universität di Berlino ottenendo un Master congiunto in filosofia e scienze cognitive e lavorando come assistente di ricerca nella School of Mind & Brain. Grazie ad una borsa di ricerca ho trascorso sei mesi presso la New York University, dove ha lavorato con David Chalmers ad un progetto sulle fondazioni concettuali dell’intelligenza artificiale. Predilige l’emisfero destro del suo cervello e scrive di poesia e teatro. Parla italiano, tedesco, inglese e spagnolo.

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