Cristina Mosca: oceano, sangue, distesa di lava

Foto Cristna Mosca

Poesie scelte da Dimitri Ruggeri . “Cos’è per me la poesia? Una goccia che cade; il visibile dentro l’invisibile” (C.M.)

*

La parola senza il bacio

Tagliarsi le ali
con una falce e una luna.
Immagina:
divento prateria,
oceano, sangue, distesa di lava.
Mai come prima, per sempre troppo
tardi.
Io sono quel gradino mancato,
la parola senza il bacio,
lo scuro nell’albore.
Non credo agli assoluti.
Divento tempo, rinasco quiete
(gentile sonaglio)
-quello sbaglio fatto
sempre un attimo dopo-.

*

Dentro te

Con tono pacato
mi illustri
la domenica,
in ritmo sincopato,
a suon di anatre,
ragazzini,
frittate
e odore di caffè
che sale fino agli occhi
-purché la sincope,
io spero,
non ci colga qui nel cuore-

Ho provato a muovermi
nel tuo labirinto
seguendoti a memoria,
ma ho trovato
buio
di rimembranza:
mi perdo ogni volta.
E mi arrendo nei battiti
lasciandomi scivolare,
tortora esausta.

Non so mai se ci sei,
da che parte bussa stavolta
il tuo dito.
Dentro
ho solo acqua
e tu mi resti
fragile fuscello.

Così ti tengo,
in punta di dente,
perché non so tenerti
diversamente
da così
(disse il poeta,
spiando tra foglie, rami
e fiori a stralci,
chiedendo in prestito
parole non sue).

Stringimi stringimi
lasciami andare.

Qui piove.
Gli alberi, le anime, i semafori,
gli indocili passanti
traslucidi abbaiano vuoto
abbandono,
come quasi
di segreta trascendenza.

*

Il caffè

La poesia è amante furiosa,
dicesti,
e gelosa gettavo zucchero
dietro le spalle.
Vuoi che versi
altro caffè?,
chiesi,
ma dispersi
subito
occhi sparsi
sul cuscino.

E sono dune aperte
oggi i miei fianchi,
vuoti a rendere
alla canicola
di spazi infranti
e al sorgere
del dio sole.

*

Ali

Cos’è questa luce negli occhi cos’è
di non appartenenza.
Un cielo rovesciato,
quiescenza allegra
come di slancio, una resa
di cose lasciate a dormire.

Io non avrò mai fine.

Lo dicono gli alberi
in recrudescenza di grigi.
Tagliami l’aria tagliami.

Dov’ero prima di qui?

*

Il nodo

È un tempo
che non è il mio,
arreso in placenta.
Scoppio di amore
terrore,
rinuncia.

Tu sei il nodo,
sei ieri e domani,
sei il tempo
divelto,
strappato,
nascosto.
Alcune cose cambiano tutto
quando tutto è già
cambiato.

[…]

Cristina Mosca, classe 1980, nasce a Giulianova ma nel 2000 si trasferisce a Pescara, dove attualmente vive e lavora. Laureata in Lingue e Letterature straniere, dal 2006 è abilitata all’insegnamento nelle scuole superiori e dal 2007 è giornalista pubblicista. Nel 2005 esordisce con il romanzo breve “Chissà se verrà alla mia festa” (Schena editore) per aver vinto il Premio per narrativa inedita under 30 “Valerio Gentile”, nel 2006 pubblica la silloge “Pierrot scalzo” (Tracce) in qualità di primo premio ex-aequo  nel Concorso “Giovani autori” per poeti under 30, indetto dalla casa editrice Tracce e finanziato dalla Fondazione Pescarabruzzo. Nel 2007 esce il suo secondo romanzo, “E donne infreddolite negli scialli” (Schena). Nel 2012 partecipa all’antologia curata da Alessandro Greco per la Ciesse “Disequitalia”, con il racconto “Prendimi al volo”. Dal 1997 ha conseguito numerosi riconoscimenti in concorsi letterari sia di narrativa sia di poesia.

“Loro non mi vedono”, uscito a giugno 2014 per la Ianieri edizioni nella nuova collana Bartleby, è la sua prima raccolta di racconti. Info: www.cristinamosca.it

 

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