Nino Iacovella: Caduta libera (Tetraplegy)

Nino Iacovella

Poesie scelte da Dimitri Ruggeri 

Casistica

Caso A
(Severe Asperger Syndrome)

Conta dalla finestra le gocce di pioggia,
i volti senza profilo, sagome scolpite
sulla materia del silenzio

La linea di confine della pianura
spiana la strada agli occhi:
ora, lui guarda oltre, e tocca con le dita,
sul vetro una luce

*

Caso B
(Grave deficit motorio e ritardo mentale)

Non si regge da sola, si trascina sul girello,
la scarpe ortopediche come quelle di un palombaro

Ci dicono di tirarla su a braccio nell’abitacolo

Con la sigaretta in bocca uno di noi l’abbraccia per il tronco
e la solleva come una damigiana

Le sue gambette si agitano in aria,
come fanno i bambini quando sono in un posto di giochi
e non se ne vogliono andare

*

Caso C
(Borderline personality disorder)

Si diceva che il tagliarsi le vene
fosse solo un modo per perdere peso,
una forma di vanità per quel corpo
divenuto abbondante

Di lei mi colpiva quel guardare dritto negli occhi,
l’unica che mi facesse abbassare lo sguardo

Era come se le piacesse rovesciare l’ordine delle cose:
mai una parola sulla sua voglia di vivere,
mai un pensiero che anticipasse la foga della sua fine

*

Caduta libera
(Tetraplegy)

Come se si cadesse rovinosamente da un dirupo:
in bocca il sapore della polvere,
la terra che mastica il tuo dolore

E ora vivi, quando non si riesce a ricostruire
un movimento che sia uno,
quando dal fondo della terra, una volta caduti,
si può solo rinascere

Vesti la tua nuova carne:
braccia e gambe in attesa degli inverni,
folate di vento che minacciano la resistenza
dei rami poco prima di spezzarsi

*

Da “La parte arida della pianura”
Inediti

Antropia

Al mattino il borgo era avvolto da un azzurro spietato

Come il braccio di un compasso il campanile tracciava un confine:
nel cerchio la parte viva delle case, fuori tutto il resto della pianura

In chiesa apparve il dolore dell’ostia spezzata,
tra le bocche chiuse in prima fila,
nella catena delle mani interrotta dai posti vuoti dei due ragazzi:
e questo è il pane, e questo il vino,
sapido è il sapore di dio che si scioglie sul palato

Li avevano ritrovati nella notte, l’auto in un piazzale desolato

Due corpi nudi e ancora uniti come se fossero una corolla
dove i petali erano busti, braccia e gambe

Un’eucarestia dove carne e sangue erano uno sfondo
non una bocca dove rinascere

L’amore che a volte è incomprensibile,
come un discorso tradotto male,
in una lingua indicibile, che non lascia scampo

[…]

Nato a Guardiagrele nel ’68. Ha riesordito in poesia nel 2013 con Latitudini delle braccia (deComporre, Gaeta). Del 2015 è la plaquette La parte arida della pianura (Edizioni culturaglobale, Cormons) È tra i fondatori e redattori del blog di poesia e resistenza umana Perigeion. Vive e lavora a Milano.

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5 pensieri su “Nino Iacovella: Caduta libera (Tetraplegy)

  1. La poesia di Nino è sempre più asciutta, secca per fischiare come un a corda nel vento – nonostante sia poesia di pochi movimenti, di movimento controllato e limitato. Ma proprio per questo, ogni minimo gesto assume una dimensione enorme e lascia con il fiato sospeso. Man mano che prosegue nella sua ricerca, Nino si avvicina sempre più a una poesia figurativa di fortissimo impatto, dove sono le sfumature e, appunto, i movimenti controllati (e perciò esplosivi) a comunicare un mondo – ed il suo opposto. Se si occupasse di arti visive, direi che stia seguendo il cammino tracciato da Jan Vermeer.

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  2. Calvino nelle “Lezioni Americane” scrive che “la poesia è la grande nemica del caso, pur essendo anch’essa figlia del caso e sapendo che il caso in ultima istanza avrà partita vinta”.
    Parole che si incarnano nel senso di esattezza e intelligenza poetica che comunica questa “Casistica”…

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  3. L’ha ribloggato su La lanterna del pescatoree ha commentato:
    Non solo uscire da se stessi, ma provare a guardare con gli occhi di chi è diverso e a pensare come lui/lei. E’ la cosa più difficile. E’ una cosa fondamentale. Come gli Esseri silenziosi di Marco Ercolani, anche questi ritratti entrano nella “diversità” con una concisione esente dal falso pudore, cioè con l’attitudine di chi realmente vede nella differenza una ricchezza umana -pienamente ricca e pienamente umana.

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  4. Nino Iacovella si addentra con coraggio in un territorio dove la poesia o crolla rovinosamente o ci aiuta a comprendere veramente il mondo con l’incisività definitiva. Siamo chiaramente nel secondo caso e di questo dobbiamo essere grati a Nino che con pudore si fa totalmente da parte per essere totalmente medium. Grazie Nino e Grazie Dimitri

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